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Il "Progresso" che non controlli (parte 1/3):  Deus in Machina.

Introduzione: un'esperienza da incubo.

Ultimamente ho avuto problemi tecnici con la Postepay. Per risolverli, ho chiamato il Numero Verde dedicato. Dall'altra parte della cornetta, a rispondermi è stata ... una IA (Intelligenza Artificiale)! La voce non era troppo dissimile da quella umana, ma la cadenza ed il ritmo dell'eloquio soffrivano di una certa meccanicità. E anch'io ho avuto la mia parte di sofferenza, perché quella IA dal limitato repertorio di riposte ed opzioni non era in grado di comprendere la mia problematica. Solo per riuscire a farmi passare un'operatrice umana, ho dovuto perdere più di 20 minuti. Questa esperienza ha sollevato in me molteplici interrogativi, che qui condivido:

  1. Quanto è costato implementare quella IA?

  2. Considerati i risultati, non si potevano fare investimenti migliori?

  3. Quand'anche, con il tempo, venissero implementate IA realmente in grado di aiutare gli utenti con carte di credito Postepay, quale sarebbe il loro costo in termini di posti di lavoro?

Riflessione preliminare: ne vale davvero la pena??? 

Tutto questo mi ha portato, ancora una volta [1], a chiedermi: <<Quel grande "Progresso" promesso da chi caldeggia il digitale, e presentato alle masse con toni salvifici di stampo messianico, coinciderà davvero con un futuro radioso per noi tutti???>>. In questa trilogia di articoli dimostrerò che tanto l'ossessione per la virtualità, quanto la frenetica corsa alle IA, sono tutt'altro che universalmente benefiche.

NOTE:

[1]: già da diversi anni, osservando ciò che le grandi Aziende del digitale ci propinano, ho colto che nella virtualità da esse implementata incombono ombre non trascurabili.

La nuova "Filosofia" della "Scienza" [2]: il "Deus in Machina".

Con l'espressione latina "Deus ex machina" si indicava, nei racconti mitologici, l'intervento di una Divinità che scendeva da una macchina o che, avvalendosi di tecnologie sconosciute ai mortali, provvedeva a dare una svolta inattesa a situazioni apparentemente irrisolvibili. Quindi questa espressione, applicata ad una tecnologia, ne indicherebbe la provvidenziale utilità (benigna se tesa a fare del bene; maligna ove invece mirata a danneggiare e distruggere). Un esempio di segno costruttivo potrebbero essere processi industriali che si distinguessero dal punto di vista ambientale ed etico, quali ad esempio quelli in grado di produrre automobili alimentate con fonti energetiche non inquinanti e rinnovabili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con l'espressione [3] "Deus in machina" indico invece la moderna tendenza di tutte o quasi le tecnologie, soprattutto di tipo informatico: quella di porre le macchine al di sopra dell'elemento umano, trasformando quest'ultimo nella variabile dipendente dell'equazione.

 

In breve:  

  • DEUS EX MACHINA = la macchina, o la tecnologia, al servizio dell'essere "divino" o umano. Quindi in questo caso la macchina è la variabile dipendente e chi se ne serve quella indipendente;

  • DEUS IN MACHINA = il Dio da venerare nella macchina, ossia l'uomo che si inginocchia alla tecnologia. E' qui evidente che la variabile dipendente è l'essere umano e quella indipendente la tecnologia. Per chi non l'avesse ancora capito, siamo di fronte a qualcosa di:

    • eticamente aberrante [4];

    • estremamente pericoloso dal punto di vista filosofico e pragmatico.  ​

NOTE:

[2]: non di tutta la Scienza, ma di quella voluta da pochi oligarchi a danno di miliardi di persone e foraggiata da politicanti e tecnocrati.

[3]: da me coniata.

[4]: tanto da contraddire in modo palese tutte le "LEGGI DELLA ROBOTICA" ideate da Isaac Asimov: 

  1. <<Un robot non può danneggiare un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno>>: nel momento in cui è l'essere umano a doversi adattare alla macchina, e non il contrario, è evidente che questo presupposto viene a cadere. Infatti, per adeguarsi a processi automatizzati tecnologici, l'uomo o la donna potrebbero benissimo essere messi nella condizione di doversi fare violenza (psicologica e/o fisica) o di non riuscire a farsi capire e di conseguenza non ottenere l'intervento richiesto;  

  2. <<Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto con la prima Legge>>: la violazione di questa seconda Legge è ancor più radicale e palese di quella della prima; infatti, dovendosi nel "Deus in machina" l'uomo adattare alle tecnologie e non viceversa, saranno queste ultime a dettar legge sui termini e le modalità di accesso ai servizi che offrono. Quindi l'essere umano non solo non ha più il controllo dei processi che cerca di portare a termine con la mediazione tecnologica, ma addirittura deve sottostare alle macchine e ai loro meccanismi di funzionamento (programmazione informatica in primis);

  3. <<Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la prima o con la seconda Legge>>: basta guardare alla creazione di droni, per fini spionistici o bellici, per rendersi conto che le macchine implementate dai fautori del "Deus in machina" sono perfettamente in grado di proteggere la propria sopravvivenza anche a scapito della vita umana.  

Il "Deus in machina" all'opera:

quando la tecnologia detta le regole e l'uomo è chiamato ad obbedire. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui di seguito cito e descrivo i più importanti casi di "Deus in Machina" che ho identificato negli ultimi anni. Come vedrai leggendoli, non si tratta di casi isolati o di poco conto; al contrario, risultano coinvolti i grandi colossi dell'Informatica e delle Telecomunicazioni. Diciamo pure che la "Silicon Valley" c'è dentro quasi nella sua interezza. I casi che ho identificato vengono esposti in ordine crescente di gravità:

  • CASO 1: L'IMPOSIZIONE DI SISTEMI OPERATIVI E/O DI LORO AGGIORNAMENTI: da Gennaio 2020, Android 10 è stato imposto da Google su tutti gli smartphone Android ... ufficialmente per ragioni di sicurezza e per favorire l'omogeneità tra i dispositivi. Windows 10, invece, è divenuto l'unico OS (Operative System) supportato da Microsoft e quindi il solo che continuerà a funzionare adeguatamente e a ricevere periodici aggiornamenti. Questi ultimi, però, non vengono offerti ma imposti. Infatti si tratta di aggiornamenti automatici e non rifiutabili, la cui installazione può al massimo venire ritardata di qualche giorno. Di buono c'è che la (non facile da reperire) pagina web con l'elenco degli aggiornamenti effettuati ne offre una descrizione abbastanza accurata. Inaccettabile, invece, che mi sia stato chiesto ripetutamente di collegare il cellulare al mio PC senza mai offrirmi la possibilità di rifiutare! Infatti nella finestra che compariva con cadenza circa bimestrale, suggerendomi questo e l'utilizzo della cloud di Windows, erano inclusi solo i pulsanti <<Accetta (Accept)>> e <<Per adesso no (Not for now)>>. Il che, equivale a dire che non si concepisce neanche che la gentile offerta venga declinata. Atteggiamento, questo, indicativo della precisa volontà di non offrire una reale scelta al cliente;  

  • CASO 2: I CELLULARI CON BATTERIE NON REMOVIBILI: dai primi anni del XXI Secolo, le principali aziende produttrici di telefoni cellulari hanno iniziato a mettere in commercio modelli sprovvisti della facoltà di rimuovere la batteria che li alimenta. Questo comporta come minimo due significative conseguenze: 

    • la condizione preliminare per far funzionare il telefono acquistato diviene la sottoscrizione di un tedioso e chilometrico [5] Contratto, simil matrimoniale ma privo di ogni possibilità di divorzio. Infatti tanto togliere la batteria e sostituirla con un'altra, quanto cambiare il Sistema Operativo dell'apparecchio, viene espressamente proibito e addirittura indicato come reato perseguibile;​

    • riparare in modo autonomo i dispositivi diviene molto più problematico, e questo fa sì che, in caso di problemi, ci si debba per forza rivolgere alla Casa produttrice con i suoi centri di assistenza dedicati;

  • CASO 3: QUANDO "TERMINATOR" INCONTRA LE IA: ​l'industria bellica sta puntando tantissimo sulle IA, che dotate di opportuni telai in leghe metalliche e poi ricoperte con altri materiali possono essere rese di aspetto simil umano. Cyborg: di questo stiamo parlando! E con la venuta del digitale e delle IA se ne stanno costruendo di letali, programmati per uccidere e dotati di sistemi di puntamento pressoché infallibili. Questo autentico oltraggio alla prima Legge della Robotica si applica non solo a macchine antropomorfe, ma anche a droni volanti dalle forme più svariate concepiti come strumenti di morte; 

  • CASO 4: L'IDENTITA' DIGITALE: quella classe politica che, nell'articolo "Il conflitto orizzontale (3/3): Sardine VS Fascisti", ho indicato come sedicente "Progressista" ed in realtà asservita ad interessi di tipo privatistico a scapito della "Res Publica", sta sponsorizzando una sempre più totale virtualizzazione delle nostre vite e dei servizi offerti dallo "Stato" [6]. Nella pratica, vogliono imporci (ma sempre per il nostro bene, ovviamente!) una identità digitale (ID) e la sparizione del denaro contante [7]. Due misure che non a caso vengono spalleggiate in simultanea, perché nei fatti si rafforzano a vicenda andando a formare un autentico cappio da impiccagione per la libera autodeterminazione individuale. Lo scenario è questo: vincolando le persone alla mediazione dell'Informatica per accedere ad ogni servizio, anche il più basilare, le si rende di fatto costrette a crearsi una Identità Digitale. Chi rifiuta di sottoscriverla, per esempio, potrebbe vedersi negata la Sanità Pubblica e la possibilità di salire sui mezzi di trasporto statali. Nulla impedisce, peraltro, che questa stessa "logica" possa venire in un secondo tempo applicata anche alla proprietà privata! Quindi potremmo ritrovarci nell'impossibilità di accedere alla nostra automobile, o addirittura alla nostra abitazione, senza una ID validata dal "Sistema" [8]. Il che ci fa comprendere anche il contributo che l'abolizione del contante potrebbe offrire a questo nuovo Totalitarismo di stampo informatico: nel momento in cui venisse fatto effettivamente sparire il contante, basterebbe vincolare l'accesso alle Carte di Credito al possesso di una ID per condannare alla fame e all'indigenza chiunque rifiutasse di aderire al circuito di controllo tecnocratico così istituito. Dobbiamo quindi constatare che l'identità digitale si presta sin troppo bene alla cancellazione di quella umana, dotata di diritti naturali e legali; l'abolizione del contante sembra invece essere la leva perfetta per ricattare ogni eventuale dissidente rispetto alla integrale virtualizzazione della propria esistenza. 

NOTE:

[5]: due caratteristiche, queste, che inevitabilmente ne scoraggiano la lettura. Il che rende questi Contratti ancor più potenzialmente pericolosi per chi li sottoscrive. 

[6]: che sempre più è tale solo di nome, e non di fatto, poiché coloro che lo gestiscono lo stanno trasformando da garante dei cittadini contro lo strapotere di Multinazionali e Lobbisti in strumento nelle mani di pochi oligarchi. Quindi quello che dovrebbe (Art. 1 Costituzione della Repubblica italiana) essere il "Popolo Sovrano" viene esposto agli abusi di corporazioni e della Finanza speculativa, concretizzando un'autentica perversione del concetto stesso di "Democrazia". Questo avviene da almeno 30 anni. E con gravità crescente!

[7]: da notare che, mentre il denaro circola liberamente tra le persone senza alcun bisogno di intermediari, e quindi una stessa banconota può essere utilizzata da migliaia di cittadini in altrettante transazioni senza dovere nulla a nessuno in termini di dazi o tasse extra, l'utilizzo di Carte di Credito è sempre vincolato al pagamento di commissioni bancarie. Quindi questo passaggio dal denaro in 3D a quello virtuale, tanto voluto dalla ambidestra Corporazione "Progressista", è l'ennesimo regalo fatto ai Banchieri ai danni del Popolo italiano. 

[8]: nella duplice accezione di "Sistema informatico di controllo" (e, guarda caso, gli stessi soggetti che vogliono imporci una ID smaniano per implementare il 5G!) e "Sistema politico oppressivo" (ossia Dittatura).

Una mannaia chiamata "Progresso".

 

Con gli esempi che in questo articolo ho portato alla tua attenzione ed analizzato (in particolare il caso 3 e il caso 4; gli altri sono meno gravi), ho voluto dimostrare che non sempre quello che viene spacciato per "Progresso" è un qualcosa di utile e desiderabile per tutti. Soprattutto tecnologie quali quelle informatiche e digitali, legate a doppio filo con le IA da un lato e con Internet dall'altro, si prestano facilmente a divenire strumenti di abuso anziché di pubblica utilità. Quando questo accade, il "Progresso" è molto più una mannaia che una "Manna dal cielo".

Image by Manny Becerra
running man in 3d metal gear.jpg
Cyborg futuristico